Articoli

Piatti della tradizione romana: il Maritozzo

Di antichissima origine, il maritozzo è un dolce che ti sorprenderà.  Se poi lo si gusta farcito di sofficissima panna montata, ecco a te uno dei peccati di gola più amati dai romani.

Le origini del nome ci riportano nella Antica Roma prima, e nel Medioevo poi, dove veniva preparato con uvetta, canditi e pinoli . Inizialmente era il pane di ristoro del braccianti, poi si trasformò nella deroga al digiuno liturgico. Si mangiava, infatti, nel periodo di Quaresima, prendendo il nome di “er santo maritozzo” o “Quaresimale”.

Ma la tradizione vuole che questo dolce venisse donato il primo venerdì di marzo dai futuri mariti alle loro fidanzate. Era decorato di zucchero a rappresentare due cuori trafitti e spesso nella farcitura si nascondeva un anello o un gioiello. E proprio in questa particolare occasione, al giovane pretendente veniva assegnato l’appellativo di maritozzo.

Ed ora ai fornelli!

La ricetta è semplice ma richiede pazienza e tempo.

Ingredienti

Per il lievitino:

  • 50 g di farina
  • 50 ml di acqua
  • 3 g di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di zucchero

Per impasto:

  • 200 g di farina
  • 20 ml di latte
  • 45 g di miele
  • 40 ml di olio di semi
  • 1 tuorlo
  • 300 ml di panna fresca da montare per la farcitura
  • 50 g di zucchero a velo
Preparazione:

Prepara il lievitino, mescolando in una ciotola tutti gli ingredienti.

Ora Lascialo crescere per circa mezz’ora.

Intanto in una ciotola, mescola olio, latte, miele e il tuorlo. Aggiungi lentamente la farina impastando con una forchetta. 

Unisci al composto il lievitino, aggiungendo altra farina fino a formare un impasto morbido. Continua ad amalgamare finché non ottieni ottenere un impasto ben liscio. Mettilo quindi a lievitare fino al raddoppio.

Dividi l’impasto in 6 palline uguali, dandogli una forma leggermente allungata.

Lascia nuovamente crescere fino al raddoppio.

Nel frattempo scalda il forno a 180°. 

Prima di infornare spennella i panini con l’albume e  fai cuocere per 15 minuti circa.

Una volta ben raffreddati saranno pronti per essere farciti con la panna montata fredda.

Una spolverata di zucchero a velo ….e via!

Vino consigliato in abbinamento:

Aleatico di Gradoli, dal colore rosso granato con tonalità violacee. Profumo aromatico e caratteristico, dona una sapore fresco, morbido , vellutato e dolce.

Buon Appetito!

La Misticanza sai è come il vento

La misticanza a Roma è una istituzione, un pugno di verde e di colore, un mix di fiori ed erbe selvatiche, contorno di eccellenza nella cucina Romana.

La tradizione di raccogliere erbe per la misticanza, rimanda alle abitudini della nonna. Con sapienza si creava un ensemble di verdure, crude o cotte, ricche di vitamine e fibre salutari.

Questo prezioso mix di erbe e fiori permetteva, anche in tempi di fame, di portare la natura in tavola.

Infatti, gustarsi una “bella misticanza” era come garantirsi un integratore alimentare. Già nell’antica Roma,  si potevano cogliere le erbe negli orti che circondavano, insieme alle vigne,  la Città al limite delle Mura Aureliane.

A Roma veniva chiamata ‘mistocanza’ , che in dialetto significa verdure miste. Si degustava di venerdì, giorno in cui i frati la portavano per la questua.

Oggi è uno dei contorni della tradizione romana più apprezzati, per gusto e stagionalità.

La misticanza, per prassi, contiene almeno una 20 di erbe e fiori diversi, o anche di più. Attenzione, non è per tutti però: alcuni possono essere allergici a questo mix. Quinti mai farlo da soli senza avere conoscenza delle erbe.

Condite la misticanza con solo un pò di olio, sale e limone o aceto. Se preferite usate olio e pesto di acciughe, o, in alternativa , pomodorini dolci confit con aceto balsamico.

Piatti della tradizione: il pinzimonio romano

Il termine cazzimperio, che può sembrare una parolaccia, è in realtà un termine tipico romano per indicare il pinzimonio, ovvero una salsa preparata con pochi e semplici ingredienti, in cui poter intingere le verdure crude. 

Ma qual è l’origine della parola cazzimperio( pinzimonio)?

Cazzimperio era un’espressione già utilizzata a Roma nel 1800. Ecco esempi di poeti romani:  sonetto di Giuseppe Giachino Belli  1831 («Co ssale e ppepe e cquattro gocce d’ojjo poderissimo facce er cazzimperio»), poesia di Trilussa 1942 (E, lì, se tinse er grugno de carbone, se messe una giaccaccia e serio serio agnede all’osteria der Cazzimperio framezzo a li gregari de Nerone.)
Sulla sua origine ci sono diverse opinioni, ma quella più avvalorata è che la parola derivi dall’italiano arcaico “cazza” che indica il mestolo utilizzato dagli alchimisti.

Ingredienti

Molto importante la scelta delle verdure: possibilmente verdure fresche di stagione e biologiche.

Procedimento

Lava tutte le verdure e tagliale  a striscioline lasciando la buccia. Prendi una ciotolina e mescola l’olio con sale, pepe nero e un po’ d’aceto 0 succo di limone. Emulsiona bene il tutto e servi.

Prepara per ogni commensale un bicchierino con il pinzimonio ed un altro con i bastoncini di verdure in modo che ogni ospite abbia la propria porzione.

Buona Salute!

Piatti della tradizione: spaghetti aglio, olio e peperoncino

Gli spaghetti aglio olio e peperoncino, chiamati “ajo ojo peperoncino” a Roma, sono la prova che da prodotti umili possono nascere piccoli capolavori. 

Ma attenti agli errori: no ad aglio bruciato, no ai spaghetti scotti e non amalgamati,  no a olio di bassa qualità.

Il nome del piatto è praticamente la lista degli ingredienti. Si può aggiungere, a piacere un pò di prezzemolo tritato alla fine.

Ingredienti per 4 persone

Procedimento

Mentre gli spaghetti cuociono in abbondante acqua salata, pela gli spicchi di aglio, dividili a metà e togli l’anima. In una padella ampia a fuoco basso, metti l’olio extravergine d’oliva con l’aglio e il peperoncino fresco (a cui si sarà tolto il picciolo) tagliato a rondelle sottili.

Fai soffriggere qualche minuto per dare modo al peperoncino e all’aglio di sprigionare il sapore.

Ricorda di fare molta attenzione a non far scurire aglio.

Scola gli spaghetti al dente, versali nella padella.

Con l’aiuto di mezzo mestolo di acqua di cottura amalgama la pasta e tutti a tavola!

Sfiziosa variante: Se vuoi rompere la monotonia aggiungi un filetto di acciuga o del pangrattato tostato, il risultato sarà davvero originale.

Il vino consigliato:

Frascati bianco. Colore giallo paglierino medio, profumo delicato, aromatico, sapore asciutto, rotondo, morbido

Piatti della tradizione romana: CONCIA DI ZUCCHINE

Concia di zucchine: l’originale ricetta romana.

La Concia di zucchine, da non confondere con le zucchine marinate, è un’antica ricetta della cucina Ebraica Romana.

Preparata rigorosamente con zucchine romanesche è servita come ottimo contorno o antipasto, originaria della comunità ebraica nel cuore del ghetto di Roma. Tuttavia è un piatto molto amato dai mangiatori  kosher e non.

Tuttavia la signora Ada Boni, nel suo libro di cucina romana, le chiama zucchine marinate e se è vero che per qualcuno marinato e conciato sono sinonimi, in realtà; c’è una differenza tra i due metodi di preparazione.

Le differnze:

Infatti la concia inizia con le zucchine fritte mentre le zucchine marinate vengono semplicemente cotte in padella, quindi raccolte in un contenitore e condite con olio, aceto, aglio, menta e un pò di prezzemolo tritato e lasciate insaporire per un paio d’ore.

La conciatura delle zucchine richiede che le zucchine – opportunamente condite, vengano lasciate marinare nell’aceto almeno per 24 ore prima di essere consumate.

L’estate è la stagione in cui le zucchine romanesche sono stagionali, fresche e deliziose; il momento migliore per assaggiare questo piatto.

Preparazione:

  1. Come prima cosa lava le zucchine tagliale a fette oblique di circa 1,5 cm di spessore.
  2. Raccogli le zucchine in uno scolapasta, cospargere di sale e lasciale per un paio d’ore a riposo.
  3. Successivamente spremi elimina il sale in eccesso, quindi friggile un pò alla volta fino a ottenere una doratura omogenea; scolale gradualmente su carta assorbente.
  4. Disponi le zucchine a strati in un contenitore cospargendo su ogni strato alcuni pezzi di aglio, basilico fresco e menta e prezzemolo tritato.
  5. Versa in una casseruola una quantità di aceto necessario per coprire tutte le zucchine, aggiungi un pizzico di sale e pepe; porta ad ebollizione e versare l’aceto caldo sulle zucchine.
  6. Infine metti il contenitore in frigorifero e lascia insaporire le zucchine per un giorno prima di mangiarle.

Note: puoi mettere l’aglio solo su uno strato se non ti piace il sapore pungente e forte dell’aglio.

Sostituisci il pepe con pepe nero appena macinato se non ti piace il piccante 

Buon divertimento!

Se sei a Roma degustale alla nostra cena tradizionale Giudaico Romanesca. SCOPRI SUBITO

Piatti della tradizione romana: pizza bianca prosciutto e fichi

Pronti a gustare la classica merenda romana di fine estate. Una combinazione strabiliante che stuzzicherà le vostre papille gustative: Pizza Bianca Prosciutto e Fichi.

Il gusto salato della pizza bianca, in contrasto con il gusto dolce dei fichi, è qualcosa di unico. Probabilmente solo chi ha vissuto un’infanzia a stretto contatto con i nonni e genitori romani conosce tale pietanza.

Infatti l’abbinamento di carne suina e frutta è sempre stato molto in voga a Roma fin dall’antichità romana . Anticamente si mangiava una schiacciata di pane, che veniva farcita con i fichi di stagione. All’epoca infatti, passeggiando per la città e le campagne vi erano disponibili in grande abbondanza . Questa “panino”era considerato il pasto dei contadini e poveri della città. Pur nella sua semplicità, questo pasto molto nutriente risultava estremamente piacevole al palato A livello gustativo il sapore salato del prosciutto troverà un giusto contrasto con la dolcezza dei fichi.

La pizza bianca e fichi è un classico della tradizione romana nata come street food povero, viene oggi considerata l’alternativa gourmet fuori menu. Con il tempo il prosciutto è stato introdotto come terzo protagonista,, rendendo il connubio ancora più gustosi.

In breve, oggi fare uno spuntino con pizza e fichi è un modo raffinato per fermare la fame delle 11.00, lo spuntino perfetto di m età mattinata. E come si dice a Roma “Mica so pizza e fichi” ….ma molto di più!

Goditi la tua merenda di 3000 anni e rilassati!

Vuoi sapere dove acquistare? Contattaci

Saluti!

I MIGLIORI POSTI A ROMA PER MANGIARE LA MIGLIORE CARBONARA

Come si fa la pasta alla carbonara?

La pasta alla carbonara non è solo uno dei primi piatti più deliziosi e antichi della cucina romana. Non solo, è anche il piatto più ricercato nelle app di consegna A DOMICILIO.

Apprezzata ed imitata in tutto il mondo, le origini di questa ricetta sembrano risalire a poco dopo la seconda guerra mondiale.

Alcuni collegano la creazione del piatto con l’arrivo di soldati americani, che erano dotati, nella loro razione, di ingredienti come la pancetta e uova  in polvere. Si dice, infatti, che questi ingredienti fossero stati utilizzati per condire la pasta, dando la luce alla straordinaria ricetta.

Altri, come  il grande ristoratore italiano Luigi Carnacina, sostengono che fosse un piatto tipico dei taglialegna, preparato con i prodotti a disposizione sul territiorio.

Esistono molte versioni di questo piatto tipico, con le varianti più disparate: con funghi, avocado, pollo, gamberi e così via.

Ma non ditelo ai romani! per loro la Carbonara è un’istituzione e le variazioni sul tema non sono molto apprezzate.

La ricetta tradizionale, tuttavia, prevede guanciale (guancia di maiale), uova, Parmigiano reggiano, Pecorino romano e pepe nero.

Ecco dove mangiare la miglior carbonara a Roma:

EGGS ROMA

La chef Barbara Agosti ha un menu interamente dedicato alla Carbonara. Tutti i suoi ingredienti e le sue uova sono interamente biologici e di alta qualità.

Giallo, verde, viola e nero sono solo alcune delle sfumature ottenute utilizzando ingredienti diversi tra cui pistilli di zafferano, carciofo croccante, patate viola e tartufi. Puoi anche avere una Carbonara “a modo tuo”, scegliendo il tipo di pasta e il tipo di uova che desideri!

Via Natale del Grande, 52

ROSCIOLI

Ingredienti di alta qualità. Lo Chef serve una Carbonara la cui eccellenza deve ringraziare la qualità dei suoi prodotti: uova biologiche, guanciale e pecorino di piccoli produttori artigianali.

Via dei Giubbonari, 21/22

Luciano – Cucina italiana

Luciano Monosilio è giovane, ma conta già tra i maestri Carbonara. Il punto forte della sua Carbonara è la sua cremosità.

Piazza del Teatro di Pompeo, 18

L’Arcangelo

Arcangelo Dandini è un Super-Chef; una delle cose che fanno risaltare la sua Carbonara è l’assenza di pepe.

Via Giuseppe Gioachino Belli, 59

Pipero

Un perfetto equilibrio schiumoso di uova, pepe e guanciale per una carbonara memorabile. Altamente abile nel renderlo cremoso.

Corso Vittorio Emanuele II, 250

Godetevi il gusto estremo della Carbonara! E se questo piatto ti ha davvero impressionato, puoi scoprire la ricetta originale sul seguente LINK o ancora meglio, partecipare alla nostra lezione per imparare tutti i suoi segreti e replicarla perfettamente a casa tua!

Pasta alla Carbonara: Piatto della tradizione romana

Impossibile lasciare Roma senza assaggiare la Pasta alla Carbonara.

Assolutamente vietato mangiare un piatto fatto con pancetta invece di guanciale (carne di guancia di maiale) e Parmigiano invece di Pecorino Romano (o almeno in quantità maggiore rispetto al pecorino).

Assolutamente vietato assaggiare un piatto di carbonara con fili di formaggio fuso o uovo visibile (come le uova sbriciolate) dentro.

Segui la ricetta per la miglior Carbonara:

Ingredienti: rigorosamente di qualità

  • Pasta di qualità: farina di grano duro, trafilatura al bronzo (timbro in materiale bronzo), essiccazione lenta (essiccazione lenta)
  • Uova di qualità ruspanti e alimentazione naturale
  • Guanciale di qualità
  • Pecorino Romano di qualità (min 70%) – min 24 mesi
  • Parmigiano Reggiano di qualità (max 30%) – min 24 mesi
  • Pepe nero di qualità

Preparazione

  1. Prendi una ciotola e mescola un tuorlo e mezzo bianco per ogni persona con un cucchiaio di Parmigiano Reggiano e 3 cucchiai di Pecorino Romano a persona e mescola fino ad ottenere una crema.
  2. Guanciale 2 fette (30 grammi per persona) a strisce ½ cm di altezza, 1 cm di larghezza e mettere in una padella calda senza olio … attendere fino a quando il grasso si scioglie e la carne diventa croccante. Togli la carne e versa il grasso fuso caldo nella ciotola con l’uovo e il formaggio mentre mescoli.
  3. Fai bollire la pasta in abbondante acqua (non salata). Segui le istruzioni per il tempo di cottura, assaggia prima scolare, devi essere rigorosamente al dente.
  4. Trasferire la pasta nella ciotola con le uova e mescolare tutto… se troppo denso aggiungere un po ‘d’acqua di cottura.
  5. Aggiungi pepe nero macinato

Goditi il ​​tuo piatto … se non ti soddisfa a pieno, non perderti una delle nostre lezioni di cucina

Gnocchi alla romana: la ricetta originale

Gli gnocchi alla Romana sono una ricetta facile per un piatto gustoso che può essere preparato in anticipo per un’ottima cena con gli ospiti!

Gli gnocchi fanno sempre paura a molte persone, perché si dice che non siano facili da preparare, ma questi “gnocchi” non sono come quelli fatti con patate o ricotta: sono fatti con farina di semola!

Ingredienti:

  • 3 tazze di latte
  • 1 cucchiaino di sale
  • 6 cucchiai di burro 
  • 1 tazza di semola, farina di mais a cottura rapida o macinata finemente
  • 1/2 tazza di Parmigiano Reggiano grattugiato fresco,
  • 4 tuorli d’uovo
  • Taleggio  tagliato a pezzi

Preparazione:

Preriscalda il forno a 200 °C imburrare una pirofila

In una casseruola da 3 a 4 litri, riscaldare il latte scottante, sale e 6 cucchiai di burro.

Versa la polenta lentamente, sbattendo vigorosamente e cuoci per circa un minuto, utilizzando un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco e mescolare 1/2 tazza di formaggio grattugiato e 4 tuorli d’uovo . Versare la polenta in una teglia imburrata e spalmare fino a uno spessore di 1/2 pollice. Far raffreddare.

Usando un tagliapasta o un bicchiere d’acqua, tagliare delle rondelle di polenta. Disporre gli gnocchi di polenta l’uno contro l’altro nella teglia imburrata e cospargere con il formaggio grattugiato rimasto e il taleggio a cubetti. Mettere in forno e cuocere 15 a 20 minuti, o fino a quando la parte superiore diventa  dorato e croccante. 

Servire gli gnocchi alla romana ancora caldi e fumanti!

Vino consigliato: Greco di Tufo DOCG, Vermentino di Sardegna DOCG

Per maggiori info oppure per partecipare ad uno dei nostri corsi contattaci

Piatti della tradizione romana: Filetti di baccalà

Filetti di baccalà?

Come da tradizione, se vieni a Roma il venerdì, non perderti il ​​famoso baccalà fritto (filetti di merluzzo ). Piatto antico della cucina romana, si gusta da natale a capo d’anno. Economici e deliziosi,i filetti di baccalà sono perfetti come aperitivo, antipasto o secondo piatto.

Ingredienti:

  • baccalà essiccato 
  • 1 tazza di farina
  • acqua minerale
  • olio vegetale (o altro olio per friggere)

Preparazione

Risciacqua il baccalà in acqua per 48 otre. Ricordati di cambiare l’acqua ogni 8 ore, al fine di rimuovere la maggior parte del sale.

Pulisci il baccalà: elimina pelle e spine. Taglialo a filetti uguali e asciuga l’acqua con un panno.

Nel frattempo prepara l’impasto della pastella. Mischia l’acqua minerale alla farina, sbattendo rapidamente per incorporare. Per capire se la pastella è pronto controlla la sua consistenza. La pastella dovrebbe “appena” staccarsi dalla frusta quando la sollevi: non dovrebbe né scappare via rapidamente, né restare completamente appiccicata.

Riscalda l’olio fino a temperatura (assicurati di averlo abbastanza caldo per iniziare). immergi, quindi, i filetti nella pastella. Per rimuovere l’eccesso usa le dita a mò di coltello .Quindi friggili per 10-15 minuti, girandoli con una forchetta una o due volte, fino a quando non diventano dorati e croccanti.

Scola i filetti di baccalà con una gratella e posiziona su salviette di carta .

Servire caldo!

 

Contattaci per maggiori info