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Piatti della tradizione italiana: Prosciutto e melone

Prosciutto e melone: un piatto antico più di 3000 anni

Arriva l’estate e con lei uno dei piatti-simbolo della cucina italiana : prosciutto e melone. 

Un abbinamento frutto di un sapere che arriva dritto dall’epoca degli Etruschi e dei Romani: i sapori agrodolci.
Infatti ,secondo gli antichi, il calore del corpo era dovuto a un «fuoco interno» che scaldava le membra. Di conseguenza, i cibi freddi e umidi andavano abbinati a cibi caldi e secchi, in grado di mitigare le conseguenze negative sulla salute. Ecco spiegato origine dei sapori agrodolci: formaggio con le pere, pesche col vino e prosciutto e fichi o melone.

Ma è con la pubblicazione  della “La scienza in cucina l’arte di mangiar bene”, di Pellegrino Artusi, del 1891,che ritroviamo l’antipasto dell’estate: «Popone col prosciutto e vino generoso perché giusta il proverbio: Quando sole est in leone/ pone muliem in cantone/ bibe vinum cum sifone», ovvero durante l’estate tralascia Venere e privilegia Bacco.

Ingredienti

  • 200g di prosciutto crudo Dop (Denominazione di Origine Protetta) o Igp (Indicazione Geografica Protetta)
  • 1 melone , possibilmente retato.

Preparazione

Taglia il melone a fette seguendo la forma del frutto stesso. Successivamente Rimuovi i  semi e la buccia ed metti il melone su un piatto da portata. Adagia , quindi, su ogni fetta di melone una di prosciutto.

Ma lo sapevi che:  A ogni melone il suo prosciutto!

Il modo originale per trasformare questo semplice piatto in un antipasto gourmet, sta nella scelta degli abbinamenti giusti, rigorosamente italiani.

Per andare sul sicuro basta puntare, quindi sulle specialità regionali  cosi per esempio, un melone mantovano Igp, coltivato tra le province di Emiliane  è sempre consistente e dolce. L’ideale è quindi servirlo con un prosciutto di carattere, come il Crudo di Cuneo Dop.

Se invece, volete stupire i vostri commensali con una chicca, provate ‘il Tamaris’: un melone Igp poco conosciuto (tranne che agli chef), caratterizzato dalla buccia liscia e chiara, dalla polpa leggera, e molto dolce e profumata, che ricorda la zucchina. Perfetto da abbinare ad un crudo delicato e raffinato, come il Prosciutto di Parma Dop o il Prosciutto di San Daniele Dop. 

Piatti della tradizione: spaghetti allo scoglio

Gli spaghetti allo scoglio sono uno dei piatti simbolo dell’estate. Vengono cucinati in tutta Italia, soprattutto nelle località di mare e durante le festività, ma le sue origini ci portano a sud: in Sicilia. 

A differenza di quanto si pensi, il nome non deriva dal tipo di pesce utilizzato, ma da una antica ricetta di pescatori. Si realizzava infatti, con piccoli pezzi di scoglio, che venivano saltati in pentola per far staccare gli “animaletti di scoglio” ancora vivi. Il piatto si completava con l’eliminazione dei sassi e l’aggiunta della pasta. Ed ecco un piatto con tutto il sapore del mare.

Ingredienti per 4 persone

  • 350 gr Spaghetti o Vermicelli
  • 1 kg Cozze
  • 750 gr Vongole o lupini
  • 700 gr (puliti) Calamari, totanetti (o seppioline), moscardini
  • 300 gr Pomodori maturi
  • Mezzo bicchierino di Cognac o brandy
  • Vino bianco, qb
  • 3 spicchi Aglio
  • 1 cipolla media
  • Peperoncino, 1
  • Abbondante Olio evo
  • Sale qb
  • Prezzemolo tritato, per guarnire

 Nota: La scelta migliore per il tipo di pasta è sicuramente vermicelli o spaghetti di semola di grano duro italiano e trafilata al bronzo, qualità necessaria per trattenere meglio il condimento. 

Preparazione 

Prima di tutto puliamo il pesce!

Quelle più semplici sono le vongole. Sciacquale in abbondante acqua fresca per eliminare eventuale sabbia all’interno.

Tocca poi alle cozze: con un coltello gratta via le impurità sul guscio e tira via il bisso (i filamenti che escono dalla cozza).  . 

Ai moscardini, calamari e totani  togli. testa, interiora e pelle ( o fatteli pulire dal pescivendolo;)), e tagliali a listarelle. Fai la stessa cosa con gli scampi, estraendone infine la polpa.

Ora ai fornelli!

In una padella calda fai rosolare olio, aglio e peperoncino.

Versa le vongole e le cozze in una pentola capiente e falle aprire a fuoco vivace. Sgusciane circa due terzi e filtra il liquido di cottura.

A questo punto prendi i calamari e fai cuocere in un’altra padella insieme a un filo d’olio d’oliva, uno spicchio d’aglio e un po’ di sale. Quando si saranno sbianchiti, poi sfuma con del vino bianco.

Rosola anche gli scampi in una casseruola con olio, aglio e un filo di cognac o Brandy. Infine , a cottura,  aggiungi i calamari, le cozze e le vongole e bagna con il brodo di cottura dei molluschi. 

Nel fondo delle precedenti cotture, fai rosolare i pomodori, tagliati a pezzetti, in abbondante olio con due spicchi d’aglio e una cipolla media. Quando l’acqua di vegetazione sarà asciugata, unisci i molluschi e i crostacei e bagna con il brodo di cottura del pesce. 

Nel frattempo porta ad ebollizione abbondante acqua salata e versa la pasta, che dovrà essere scolata a metà cottura . Scola la pasta nella padella con il sugo e fai saltare aggiungendo un pò di peperoncino e un mestolino di acqua di cottura, in modo da creare un composto molto denso e cremoso. Quindi impiatta con i frutti di mare non sgusciati. A piacere, cospargi con prezzemolo tritato.

Ed ecco a te un bel piatto di spaghetti allo scoglio profumati e gustosi!

Se vuoi creare una tua versione :

con il sugo di pesce si possono realizzare molte varianti: dal risotto alla pescatora , alla cottura al cartoccio o in crosta.

Vino in abbinamento: vino bianco secco e profumato come il Vermentino ligure, oppure con Falanghina, Greco di Tufo o Bianco d’Alcamo.

Piatti della tradizione : Bresaola, rucola e parmigiano

L’estate è arrivata e con essa  il caldo ma la voglia di cucinare diminuisce sempre di più.

Ecco una ricetta veloce , gustosa e fredda: il carpaccio di bresaola, rucola e parmigiano.

La bresaola è uno dei salumi italiani più conosciuti. Viene prodotto nella provincia di Sondrio, in particolare in Valtellina. Il clima e l’abilità nella sua trasformazione sono il segreto che rende la bresaola italiano un prodotto unico e inimitabile. Il fascino di questo salume di qualità risiede proprio nella sua trasformazione. Infatti le tecniche affondano nelle radici in antiche ricette, eredità di una cultura scritta nella tradizione locale.

Un ingrediente che consente combinazioni fantasiose per piatti raffinati, ideale per spuntini o antipasti di facile preparazione.

Ingredienti per 4 persone

  • 280 g di bresaola tagliata sottile
  • 100 g di rucola 
  • Parmigiano reggiano a scaglie qb
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • succo di 1/2 limone
  • Un pizzico di sale

Preparazione

Disponi le fette di bresaola ( rigorosamente tagliate sottili), sul piatto da portata formando un fiore, come fossero petali, lasciando che si sovrappongano leggermente.

Cospargi la rucola, precedentemente lavate e asciugata, sul carpaccio.

Emulsiona olio, sale e limone in una ciotolina e versa la salsa a filo sul piatto di bresaola.

Per finire, completa con il parmigiano tagliato a scaglie grossolane ed un filo d’olio.

Ma se stai cercando un modo divertente e alternativo di servire il carpaccio, trasformalo in finger food: basterà creare dei gustosi involtini di bresaola , semplicemente arrotolando gli ingredienti in ogni fettina.

Vino consigliato:

Sfursat di Valtellina DOCG vino passito rosso secco,rosso rubino, al naso frutti maturi e grande morbidezza al palato. Valtellina Superiore DOCG colore rosso rubino , profumo caratteristico, persistente e gradevole, sapore asciutto e leggermente tannico, vellutato, armonico . Rosso di Valtellina DOC colore rosso rubino, con riflessi granato. profumo delicato, persistente, sapore asciutto e leggermente tannico.

Sorbetto: ti amiamo!

Ti manca l’Italia e i suoi sapori? Lasciati deliziare dal Sorbetto al Limone.

Di origini antichissime arrivò in Italia con gli arabi in sicilia. Con la loro maestria e grazie ai profumi e sapori della terra locale, l’uso del ghiaccio a tavola si trasformò in una delizia rinfrescante.Nel passato il sorbetto veniva considerato una prelibatezza riservata alla tavole dei ricchi.

Nel 1800 il poeta Francesco Redi descriveva cosi il sorbetto nell’opera “Bacco in Toscana” :

“oh come scricchiola tra i denti, e sgretola

quindi dal l’ugola giù per l’esofago

freschetta sdrucciola fin nello stomaco”.

Oggi il sorbetto viene considerato una dolce conclusione a fine fine pasto, un rinfrescante intermezzo nelle giornate calde. Ma soprattutto alla portata di tutti.

Prova a fare un sorbetto a casa tua, seguendo la nostra ricetta.

Ingredienti

  • 250 gr di frutta di stagione (meglio se biologica)
  • 125 ml di acqua (dalla bottiglia)
  • 5 ml di succo di limone (fresco)
  • 70 gr di zucchero bianco
  • 55 gr di zucchero di canna

Preparazione

Frullare bene tutto fino a ottenere un frullato senza pezzi

Versare il composto nella macchina per gelato fino a quando non si raggiunge un colore opaco sulla superficie.

Chiudi gli occhi e gustati il sorbetto fatto in casa.

Ora sei pronto per prenotare la tua prossima vacanza a Roma.

Saluti!

Olio extra vergine di oliva: il gusto del Mediterraneo

Degustazione di olio extra vergine di oliva

Una spruzzata di olio d’oliva sul piatto, un tocco fragrante, un gesto ancestrale legato alla storia della famiglia.

Il filo d’oro che collega la storia di ogni famiglia italiana con una tradizione millenaria, un patrimonio culturale, gastronomico ed emotivo che vogliamo preservare e recuperare.

Abbinamento dell’olio con il cibo? L’olio di qualità svolge un ruolo decisivo nel successo di un piatto, non importa se a casa o al ristorante.

Nell’ambito del modello di dieta mediterranea, scientificamente considerato una delle migliori scelte del sistema nutrizionale e dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, l’olio d’oliva occupa una posizione di eccellenza.

La scelta di sostituire altri grassi è assolutamente personale e risiede anche nel gusto e nella tradizione territoriale della cucina, purché tu parli in entrambi i casi di qualità.

Come dovremmo considerare la qualità dell’olio?

Il mix di varietà, territorio, maturazione, clima e tecnica di raccolta ed estrazione.

La qualità dell’olio è misurabile? Esistono parametri chimici misurabili e metodi di valutazione della qualità. L’analisi chimica è definita dai componenti di acidità, polifenoli e perossidi. Il controllo della genuinità si basa sul rilevamento della presenza di composti atipici nella produzione di extravergine, ovvero prodotti chimici usati ad esempio per l’estrazione.

Leggi l’etichetta: l’olio extra vergine di oliva viene estratto, non viene prodotto.

Per estrarre l’olio è necessario utilizzare macchinari meccanici e artigianali. È importante concentrarsi sull’origine delle olive e sul divario temporale tra la raccolta e la spremitura. È evidente che più è breve e  migliore il risultato. 

Le grandi aziende, le multinazionali, che commercializzano il prodotto con enormi campagne pubblicitarie, sono aziende di imbottigliamento di base, non produttori o agricoltori, che acquistano spesso olive in diversi paesi del bacino del Mediterraneo, mescolandole con un ordine per ottenere un prodotto omogeneo per la distribuzione.

I mulini artigianali sono tenuti per legge a certificare tutte le fasi della produzione del loro olio, dai metodi di pressitura, estrazione, imbottigliamento, quindi un prodotto artigianale offre maggiori garanzie di protezione per il consumatore.

Abbinamento di olio d’oliva e cibo

Forse non consideriamo l’opportunità di abbinare cibo e olio d’oliva,  a casa ne abbiamo solo una varieta e  lo usiamo per tutta la preparazione del cibo. Scegliere quello giusto può davvero fare la differenza nel gusto finale del tuo piatto. L’olio extra vergine di oliva può offrire diverse sensazioni gustative, un buon abbinamento può esaltare la ricetta.

Scrivici se vuoi fare con noi una degustazione del olio oppure vedi la nostra degustazione QUI.

Piatti della tradizione italiana: il pesto alla genovese

Pesto alla genovese: la ricetta originale

Una meraviglia di semplicità, il pesto è un celebre tesoro della cucina mediterranea. Se hai la fortuna di gustare  questo gioiello della Liguria, comodamente seduto sulla terrazza di un ristorante locale sul mare, il gusto è da sogno.

ingredienti:

100 g di basilico genovese fresco

30 g di pinoli

60 g di Parmigiano Reggiano stagionato o Grana Padano appena grattugiato, non scendere a compromessi su questo ingrediente e assicurarsi che sia di buona qualità

2 spicchi d’aglio

10 g di sale grosso

80 cc di olio extra vergine di oliva

Preparazione

La malta di marmo e il pestello di legno sono gli strumenti tradizionalmente usati per preparare il pesto.

Lavare le foglie di basilico in acqua fredda e asciugarle su un tovagliolo di carta, ma non strofinarle.

In un mortaio schiacciate finemente il basilico, lo spicchio d’aglio e i pinoli, aggiungete il sale e il formaggio al composto e continuate a martellare usando un leggero movimento circolare del pestello, aggiungete di tanto in tanto un po ‘di olio extra vergine di oliva e continuate a martellare e mescolando fino ad ottenere una salsa cremosa molto fine e liscia, il pesto non deve essere grasso e la quantità di olio utilizzata deve essere ben assorbita e non galleggiare sopra

La preparazione deve essere eseguita il più rapidamente possibile per evitare problemi di ossidazione

Ora hai ottenuto meno 300 g di pesto che dovrebbe essere più che sufficiente per condire da 6 a 8 porzioni di Trenette

Buon appetito!

Piatti della tradizione italiana: pappa al pomodoro

La pappa al pomodoro: la ricetta originale

la pappa al pomodoro è un piatto con origini antichissime, anche se è diventato famoso grazie a Il Giornalino di Gian Burrasca (1911) e alla canzone Viva la pappa col pomodoro.

ingredienti

  • 500 g di pomodori pelati (circa 2 tazze), tritati
  • 250 g di pane raffermo (preferibilmente pane toscano), tagliato a pezzetti
  • Brodo vegetale da 1 litro (circa 4 tazze), riscaldato
  • 4 spicchi d’aglio, 
  • basilico, tritato grossolanamente
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
  • sale e pepe

Preparazione

Metti il ​​pane raffermo in una grande ciotola e versaci sopra il brodo caldo, copri e metti da parte per almeno 1 ora.

A fuoco medio e in una pentola larga, versare l’olio e rosolare l’aglio. Aggiungi i pomodori e un pizzico di sale e pepe. Far bollire per circa 20 minuti.

Torna al tuo pane, che avrò assorbito la maggior parte del brodo. Aggiungi il pane nella pentola con il sugo, schiacciandolo un po ‘con la mano  per eliminare il brodo in eccesso. Cuocere per almeno 15 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.

Servi la pappa al pomodoro calda, aggiungendo un po ‘di basilico appena tagliato e buon olio d’oliva in cima. E ricorda, taglia sempre il basilico fresco con le mani, non con un coltello o con le forbici!

Buon appetito!

Piatti della tradizione: Melanzane alla parmigiana

Melanzane alla parmigiana la ricetta tradizionale

Questa classica ricetta di melanzane alla parmigiana del nord Italia è un ottimo modo per servire le melanzane. Stratificando con  parmigiano e pomodori, otterrai un piatto di verdure assolutamente delizioso.

Ingredienti

2  melanzane

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

1/4 foglie di basilico fresco tritate

2 tazze di salsa di pomodoro di base

Mozzarella fresca tagliata a fettine sottili

1/2 tazza di Parmigiano Reggiano grattugiato fresco

Salsa di pomodoro di base:

1/4 di tazza di olio extra vergine di oliva

1 cipolla, tagliata a dadi

4 spicchi d’aglio, pelati 

2 lattine pelate di pomodori interi

sale

Preparazione

Lavare e asciugare con un asciugamano le melanzane. Taglia le melanzane in orizzontale. Metti le fette in un grande scolapasta, cospargi di sale e mettile da parte a riposare per circa 30 minuti. Scolare e sciacquare le melanzane e asciugarle con degli canovacci.

In una padella scaldare l’olio extra vergine di oliva fino al fumo. Soffriggere le melanzane su entrambi i lati. Su una teglia da forno disponi i 4 pezzi  grandi di melanzane. Metti 2 cucchiai di salsa di pomodoro su ogni pezzo , metti sopra una fetta sottile di mozzarella. Cospargere con il Parmigiano .Ripetere il processo di stratificazione fino a quando tutti gli ingredienti sono stati utilizzati, finendo nuovamente con il Parmigiano. Posizionare la teglia nel forno e cuocere fino a quando la parte superiore sia diventata dorata e croccante, per  circa 15 minuti.

Salsa:

In una casseruola , scaldare l’olio d’oliva a fuoco medio. Aggiungere la cipolla e l’aglio e cuocere fino a quando non diventano morbidi e dorati, per circa 8-10 minuti. Aggiungi i pomodori e fai sobbollire per 30 minuti fino a quando sarà denso . Condire con sale e servire.

Questa salsa si può mantenere 1 settimana in frigorifero o fino a 6 mesi nel congelatore.

 

Potete contattarci per maggiori informazioni

Piatti della tradizione: il Tiramisù

Dedicato a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assaggiare il delizioso tiramisù a Roma, o a coloro che vogliono preparare per i suoi amici il dolce italiano più famoso al mondo.

Diventa pasticcere per un giorno! Prepara con noi il dessert italiano per eccellenza: Il Tiramisù. Dal biscotto alla crema, tutto fatto in casa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 grammi di mascarpone
  • 80 grammi di zucchero
  • 4 uova
  • 250 g di biscotti (savoiardi o biscotti Novara)
  • 1 tazza di caffè forte (preferibilmente espresso)
  •  cacao amaro in polvere.

Preparazione del tiramisù

Monta i tuorli con lo zucchero fino a quando il composto diventa bianco e soffice.

Con un cucchiaio di legno, lavora la crema al mascarpone fino a quando diventa liscia e senza grumi. Unisci il mascarpone alle uova e zucchero, mescolando bene.

Monta gli albumi con un pizzico di sale a neve e aggiungi delicatamente alla crema al mascarpone.

Immergi i savoiardi nel caffè rapidamente: i biscotti devono essere ben imbevuti, ma non completamente immersi. In un contenitore crea degli starti di crema e biscotti savoiardi .Cospargi l’ultimo strato di crema con la polvere di cacao. Mettilo in frigorifero almeno per 2 ore fino al momento di servire.

Prendi nota che questa ricetta usa uova crude. Devi essere assolutamente certo della freschezza delle uova prima di usarle e lavati accuratamente le mani con sapone dopo aver toccato il guscio.

Se dubiti che le uova siano fresche, non dovresti preparare il tiramisùhttps://www.gourmetaly.com/types/cooking-classes/ ma prendere il primo volo per l’Italia!

Piatti della tradizione italiana: il guanciale

Il guanciale è il grande protagonista indiscusso di Carbonara e Amatriciana. Dire il contrario, soprattutto a un romano, è quasi una bestemmia, una vera eresia.

Origini

Il guanciale non è originario del Lazio ma dell’Abruzzo. È stato prodotto per la prima volta nella zona tra Amatrice e il lago di Campotosto, in provincia dell’Aquila. Tuttavia, Amatrice, che ora appartiene alla regione Lazio, fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila in Abruzzo.

La differenza tra guanciale (guanciale) e pancetta:
Il “guanciale” deriva dalla guancia e da parte del collo del maiale che ha almeno 9 mesi. La sua unicità sta nella stagionatura: sale, pepe, aglio, salvia e rosmarino.

La carne stagiona per almeno tre mesi. In questo periodo si forma la crosta dura che caratterizza l’esterno mentre l’interno assume un sapore molto intenso. Il guanciale è uno degli ingredienti più importanti per i condimenti, salse o consumato caldo sul pane.

La pancetta invece ha una stagionatura salata e matura in luogo fresco e asciutto, aromatizzata anche con spezie diverse a seconda del luogo di provenienza. Normalmente si trova arrotolata e affumicata.

Se ti è piaciuto il nostro Food Tour, probabilmente ricorderai che il guanciale è uno degli ingredienti più importanti per la pasta all’amatriciana e alla carbonara.

Ti aspettiamo a Roma per gustare tutti i piatti della tradizione.