come abbinare i dolci di Pasqua al vino

Come abbinare il vino ai dolci di Pasqua

Come abbinare correttamente il vino ai dolci di Pasqua?
Mancano pochi giorni a Pasqua e già è uscito il classico duobus horribilis: prosecco e colomba.
Chi ha seguito il video sugli abbinamenti di Natale sul canale, sa già che il prosecco non si abbina mai al dessert. Come non si abbina al panettone, così avviene per la colomba pasquale.
Facciamo quindi una veloce carrellata di dolci di Pasqua per non cadere nell’errore finale e rovinare anche il pranzo di Pasqua.

La Colomba Pasquale.

La Colomba Pasquale è il dolce lievitato tipico della tradizione italiana, che si porta in tavola il giorno di Pasqua, oppure si regala come simbolo di pace e di amore.
Un dolce che abbonda a buon prezzo nei supermercati e pasticcerie di tutta Italia, che per comodità e praticità si compra.
Chiaramente, quelle artigianali o fatte in casa sono assolutamente diverse e migliori, sia per consistenza, profumo e morbidezza.
Come ogni ricetta tradizionale, ne esistono tante versioni e varianti: da quella con lievito madre, a quella gusto cioccolato. Esiste la colomba farcita, con aggiunta di frutta secca, e tante altre.
Partiamo dall’impasto classico, quello al profumo d’arancio, bucce candite e glassata alle mandorle.
Si tratta di un dolce molto aromatico, soffice, ricco di zucchero e burro.
Dotato quindi di grassezza e dolcezza. La presenza dei canditi, di base agrumi, cedro e arancia, ha come funzione il mantenere l’impasto umido e morbido e di rendere meno noiosa la masticazione. A tanti non piacciono ma nella ricetta classica ci sono. La copertura classica è ovviamente dolce ma ricca di mandorle, quindi presenterà un leggero retrogusto amarognolo che ben compensa la dolcezza della glassa.

Quale vino abbinare?

Il vino che andremo ad abbinare presenterà quindi delle doti di dolcezza, compensate da estrema freschezza. Anche se i passiti, soprattutto quelli molto freschi, si abbinano bene a questo dolce, la sua complessità richiede a mio avviso, una leggerezza.
Ideale, quindi, potrebbe essere l’abbinamento con un vino dolce frizzante, molto fresco e minerale. La frizzantezza, infatti, eliminerà facilmente la sensazione di grassezza del burro, mentre gli aromi agrumati e floreali del vino si sposeranno perfettamente per affinità a quelli della colomba.
Quindi un ottimo abbinamento potrebbe essere con un Moscato d’asti, un Franciacorta demi-sec, un Fior d’Arancio Colli Euganei.
Per chi non ama i vini spumantizzati, potrete optare per Soave passito o il Recioto di Gambellara e di Soave o un Moscato di Trani, un Greco di Bianco.
Se siete invitati alla corte della Regina d’Inghilterra potrete offrire, una colomba artigianale di ottima qualità e un Picolit.
Per la colomba è al cioccolato, invece, sarà meglio optare per un passito siciliano a base Zibibbo, un Marsala o anche un Primitivo di Manduria passito dolce naturale o un Recioto della Valpolicella.

La Pastiera.

La versione più conosciuta è sicuramente quella napoletana, a frolla, preparata con strutto o burro.
E’ friabile ed elastica e la crema all’interno è un perfetto equilibrio di dolcezza e aromi; per la preparazione della pastiera napoletana, inoltre, si utilizzano sempre limone e arancia, e un pizzico di cannella.

La ricetta originale prevede inoltre sia il grano che i canditi a pezzetti. Il dolce, quindi, non è molto dissimile come aromaticità dalla colomba, ma assolutamente diverso come consistenza e struttura. Più umido, più morbido, più croccante. La ricetta prevede la presenza di ricotta, a seconda che sia di capra o vaccina lascerà delle sensazioni differenti, che non potranno non incidere sul vino in abbinamento.
Anche se ricco di burro al palato sembrerà meno grasso proprio perché le sensazioni tattili sono diverse e coinvolgono più elementi. Ma tutti sanno che una fetta di pastiera è un dolce tutt’altro che leggero da digerire.

Quale vino abbinare alla pastiera napoletana?

Sicuramente i vini spumantizzati in abbinamento alla colomba troveranno anche qui un matrimonio di sapore: Moscato giallo, Moscato d’asti, Fior d’arancio.
Per questo dolce, tuttavia, molto proteso verso le sensazioni zuccherine e morbide, preferirei un vino dotato di aromaticità, freschezza e corpo, che risulti tuttavia snello ed elegante.
Senza dubbio andrei su una Malvasia di Bosa, un Muffato passito, un Recioto di soave un Vin santo del Trentino.

Lo Zuccotto Pasquale Siciliano.

Si tratta di un dolce scenografico realizzato in uno stampo a forma di uovo per costruire un dolce a piani stratificati di pan di spagna bagnato al liquore, farcito con panna, canditi, cioccolato e ricoperto di glassa di diverso colore o marzapane.
L’abbinamento in questo caso dipenderà molto dal liquore scelto per bagnare il pan di spagna. Anche se l’abbinamento regionale prevede un Passito o un Marsala metodo soleras, che comunque non starebbero male, a mio gusto una malvasia dolce frizzante sarebbe ideale.

Le Pardulas sarde.

In Sardegna si preparano le Pardulas. Noti anche come casadinas, sono piccoli dolcetti farciti e cotti al forno. Per l’involucro si impasta una sorta di sfoglia con farina e burro; per il ripieno esistono molte versioni a base di formaggio, due esempi: Pecorino, uova, zucchero, strutto, scorza d’arancia; oppure ricotta, uvetta e zafferano. Una volta cotti, si coprono di zucchero a velo e si servono caldi. Qui non ci sono dubbi: Malvasia di Bosa oppure Marsala metodo Soleras o dolce passito da muffa nobile.

E con l’uovo di Pasqua?

Terminiamo con l’uovo di Pasqua, che difficilmente viene servito con il vino a fine pasto. Qui entriamo nel mondo del cioccolato, e non si tratta di un dolce ma di cioccolato vero e proprio. Più che consigliare un vino, anche perché dipende molto dalla percentuale di cacao e dalla qualità degli stessi, opterei per un buon rhum, magari ne parleremo in un prossimo articolo.

Buona Pasqua a tutti!