Ciambella o Donuts? ecco la ricetta per farle in casa, alla romana

Attenzione, quello che stai guardando non è un donut!

Si tratta della famosa ciambella fritta romana, molto diversa dal donut. Sfornata in migliaia di esemplari in tutte le pasticcerie della Capitale, fresca di giornata.

Si trova nei bar di primo mattino, fornita dalle pasticcerie che sfornano di notte, e terminano subito, se non si è mattinieri.

Quindi scortatevi di mangiarla nel pomeriggio, sono introvabili.

Ma dove nasce questa ricetta?

Derivando dalla tradizione contadina, come la maggior parte dei dolci tradizionali, fa riferimento ai giorni di festività.

Sicuramente inizia da un impasto del pane, arricchito successivamente di zucchero e aromi. Si lega a Battesimi, comunioni, matrimoni o feste contadine legate alla trebbiatura del grano.

Il fatto che sia un dolce fritto ci fa immediatamente pensare alle tavole povere, friggere era, infatti, molto più semplice che accendere un forno.

Durante il medioevo era addirittura proibito cuocere il pane nei forni se non in determinate occasioni. Ecco che friggere diventa un modo complementare per cucinare.

Che differenza c’è con la cugina americana, detta donut?

Sicuramente l’aspetto, non troverete mai una pasticceria che la decori con glasse colorate o code di zucchero.

A Roma vige la semplicità, solo zucchero o semplice zucchero a velo.

Questo dolce affonda, quindi, le sue origini in tutti i paesi, con derivazioni diverse.

Tuttavia, è diventata una istituzione negli Stati uniti dove due leggende in particolare si contendono l’origine del dolce.

La prima fa riferimento a storie di navi e marinai. Sembra che il marinaio Hanson Crockett Gregory, spiegò che, stanco di mangiare dolci crudi all’interno avesse deciso di crearli con un buco.

La seconda storia legata all’origine di questo dolce è quella che vede come protagonista un capo di una tribù indiana Wampanoag.

Durante un inseguimento di un colono, il quale mentre fuggiva teneva stretta in mano una frittella, un ragazzo indiano scagliò una freccia che scavò un buco all’interno del dolce.

Leggende a parte, è indubbio, in USA le ciambelle sono una istituzione. Per noi Italiani, la colorata ciambella fritta ricorda immediatamente Homer Simpson.

Inoltre, a giudicare dai telefilm americani, il cibo preferito dai poliziotti statunitensi. Sarà vero che i poliziotti mangiano ciambelle?

No, io non ho mai visto un poliziotto Italiano, mangiare ciambelle in servizio, d’altra parte è impossibile trovarne nel pomeriggio.

Vuoi provare a fare le ciambelle in casa? Ecco la ricetta per 15 ciambelle grandi.

  • 330 gr di farina ’00
  • 230 gr di farina di forza tipo manitoba
  • 130 gr di latte intero fresco a temperatura ambiente
  • 130 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di lievito di birra secco
  • 1 uovo
  • 50 gr di zucchero
  • 50 gr di burro a temperatura ambiente
  • 9 gr di sale
  • buccia grattugiata di 1 limone grande
  • buccia grattugiata di 1 arancia grande
  • 1 cucchiaio di aroma di vaniglia
  • 1 l circa di olio per friggere

Per prima cosa, marinate per 2-24 ore la scorza grattugiata degli agrumi con l’aroma di vaniglia e mezzo limone.

Miscelate 95 grammi di farina con 50 ml di acqua e 50 ml di latte. Coprite con una pellicola e fate riposare al caldo fino alla comparsa delle bollicine.

Aggiungete poi il resto delle farine, il latte e l’acqua, infine lo zucchero. Lavorate molto potete anche usare l’impastatrice a basa velocità.

Aggiungete l’uovo, il burro a pezzetti e il sale. quando l’impasto diventa lucido e ben amalgamato ponetelo in una ciotola.

Fatelo lievitare per almeno 3 ore fino a quando avrà triplicato il suo volume.

Stendetelo con il mattarello e create dei cerchi con il foro nel centro, usando un coppapasta o dei bicchieri e ciotole per ottenere la forma della ciambella.

Lasciate riposare le forme a 26-28 gradi fino al raddoppio del volume poi friggetele una ad una in abbondante olio bollente.

In conclusione, asciugatele con la carta assorbente e cospargetele di zucchero prima di servire.

Buon appetito!

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