Come scegliere lo champagne migliore?

Come scegliere lo champagne migliore?Scopri tutto su questo vino.

Sciabola, mano o addirittura cucchiaio. Non importa come, sono migliaia i tappi di champagne saltati quest’estate.

Se anche tu sei stato colpito dal fascino francese ecco l’articolo che fa per te. Scopri l’essenziale su questo vino. La storia e qual è il migliore champagne da scegliere.

Cos’è lo champagne?

In breve, si tratta un vino spumantizzato, proveniente da una sola zona specifica della Francia denominata Champagne. Questa zona si trova nel nord est di Parigi ed ha come città di riferimento, soprattutto, Reims ed Epernay. Si tratta di un vino che subisce una doppia fermentazione in bottiglia con sviluppo di anidride carbonica. E’ la Co2, in altre parole, la responsabile delle bollicine che tanto amiamo nel bicchiere.

Ma come nasce questo vino?

Il monaco Dom Perignon, Cantiniere dell’abbazia di Hatvillers, vicino Epernay fu chiamato a risolvere un problema. Si trattava di un grave problema di conservazione del vino. Al tempo il vino pronto in inverno, subiva una seria problematica all’inizio dei primi caldi di primavera. All’aumentare della temperatura, per chiarire, i lieviti presenti nel vino si risvegliavano, facendo ripartire la fermentazione. La doppia fermentazione provocava, spesso, la rottura di numerose bottiglie.

Gasbusters.

Il primo ostacolo da superare era relativo al contenitore. Le bottiglie allora erano, infatti, molto fragili. Ma la tecnica di produzione del vetro stava cambiando. Il forno a carbone, più potente di quello a legna, riusciva a produrre vetro molto più resistente.

Risolto il primo problema, bisognava capire come “catturare le stelle”. Dom Perignon decise di utilizzare tappi di legno e di ancorarli al collo sella bottiglia con una gabbietta. Questa invenzione rivoluzionaria permise al frate di riuscire nell’impresa.

Era nato il metodo Champenois, ancora oggi la tecnica per produrre tutti i vini spumante a metodo classico. Il processo pare fosse già noto in altre abbazie benedettine marchigiane e bresciane. Ma sarà Dom Perignon a siglare per sempre il metodo nel 1670.

Quali uve si utilizzano?

Devi sapere che le viti che si utilizzano per la produzione dello champagne sono, principalmente, lo Chardonnay, il Pinot noir ed il Pinot Meunier. Coltivate soprattutto su terreni marnosi, argillosi e calcarei a forte base di cloro. Il vino base può essere realizzato con un solo vitigno o più fra questi. La scelta della tipologia di uve varia a seconda del risultato finale che vuole ottenere.

Ad esempio, se si vuole creare uno champagne fresco, leggero ed elegante si utilizzerà esclusivamente Chardonnay. Se si vuole realizzare uno champagne più longevo e di corpo, si utilizzerà principalmente il Pinot Noir.

Quanti produttori di champagne conosci?

Istintivamente non arriverai ad elencarne più di 6. Sappi però che, l’estesa area di oltre 33000 ettari coltivati conta circa 5000 produttori con la propria etichetta. Sono ben 14000 i coltivatori, fornitori di produttori terzi.

Esistono 5 grandi macroaree di riferimento: Aube, Cote des Blancs, Cote de Sèzanne, Montaigne de Reims, Vallée de la Marne. Ogni area ha un microclima e composizione del terreno diverse. Non stupisce affatto che gli Champagne siano tutti diversi fra loro.

Ti gira già la testa? Semplifichiamo e tiriamo fuori qualche nome.

Vuoi scegliere uno champagne di eccezionale qualità, delicato e fresco? Consigliamo, certamente, un Blanc de Blancs Grand Cru della Cote de Blancs. Perfetto soprattutto per l’aperitivo a base di crudo di pesce. Da abbinare certamente a tartine o scaglie di parmigiano oppure ad una tagliata di salmone all’aneto. Grazie al terreno gessoso ed alla posizione, i vitigni di Chardonnay qui esprimono al meglio la loro potenzialità. Sono soprattutto elegantissimi champagne. Produttori consigliati: Agrapart, Bruno Paillard, Roeder, Taittnger, Jaques Selosse

Per Risotto ai funghi porcini o sformati di riso, cacciagione al forno in bianco o pesci importanti? un Blanc de noirs è la scelta giusta. Soprattutto se proveniente dalla zona della Vallée de la Marne. Produttori consigliati: Philipponnant, Delouvin Nowack, Demiére, Eric Taillet.

La migliore scelta per Fragole e champagne? Bianco o Rosè con dosaggio Brut o demi sec a base di Pinot Noir. Uno dei primi in classifica è certamente lo Champagne Brut Rosé “Armand de Brignac” Magnum di Cattier. Più abbordabile e di dominio pubblico il rosato lo Champagne Ruinart Rosé. Non dimentichiamo il famigerato Krug Rosé. Super trendy e iconico il Dom Pérignon Vintage Rosé.

Teniamo presente che i Rosè sono fra gli champagne più costosi al mondo. Tuttavia sono perfetti per una dichiarazione di matrimonio o una serata speciale. In questa occasione scegliere lo Champagne Perrier Jouet Belle Epoque sarà un must.

Se sei arrivato fin qui sei veramente interessato allo champagne! Vediamo allora che informazioni cercare in etichetta:
  • Indicazione Champagne: è necessaria per identificare il prodotto originale
  • Produttore: il nome della casa vinicola
  • Nome dello champagne: il nome di fantasia che viene dato dal produttore al vino
  • Contenuto di zucchero nella bottiglia: indicato dalle diciture PAS DOSE’ (senza aggiunta di zucchero extra <3gr/l) o EXTRA BRUT ( vino piuttosto secco <6gr/l). BRUT ( secco ma più amabile dei precedenti <12gr/l). SEC O DRY (zucchero significativo  fra 17 e 32 g/l). DEMI-SEC (gusto amabile con zuccheri fra 32 e 50 gr/l). DOUX (champagne dolce >50gr/l)
  • Vol%: contenuto alcolico
Ed indicazioni sulla tipologia di uve utilizzate:
  • Blanc de Blancs: champagne prodotto esclusivamente da uve Chardonnay
  • Rosé: champagne prodotto con vino base rosato
  • Blanc de noirs: champagne con vino base da uve rosse vinificate in bianco
  • Vintage o Millesimée (Millesimato): champagne ottenuto da mosto fiore ottenuto da vitigni di un’unica annata. Quindi sull’etichetta troveremo l’anno della vendemmia. Per chiarire, uno champagne millesimato non è necessariamente migliore di uno non millesimato. Ma di certo, se un produttore ci ha tenuto a realizzarlo con uve di una vendemmia specifica ci sarà un motivo. Solo il tempo ne sarà, tuttavia, il giudice.
  • Cuvée: champagne ottenuto da un mix i vitigni diversi della stessa annata o di annate diverse.
  • Gran cuvée: champagne ottenuto da un mix di vitigni diversi. Possono essere della stessa annata o di annate diverse, identificate quindi come le migliori.
Indicazione sulla classificazione qualitativa di provenienza:
  • Grand Cru: Solo 17 villaggi su 4000 ettari sono classificati come Grand Cru. Se leggiamo questa dicitura sappiamo che le uve provengono dai migliori terreni e condizioni climatiche certificati.
  • Premier Cru: se leggiamo questa dicitura significa che lo champagne proviene da uno dei 44 villaggi che si delimitano un’area di 5000 ettari. A questi villaggi è stato dato un punteggio leggermente inferiore ai Grand Cru. Quindi uve base sono leggermente meno costose delle prime.
  • Deuxiéeme Cru: 255 altri villaggi sono senza Cru. Alcuni vigneti si trovano nelle aree dei più blasonate, ma non sono stati ricompresi nelle due più fortunate liste.
Indicazioni sui produttori
  • R.M = Recoltant Manipulant: se leggiamo la dicitura R.M in etichetta significa che il produttore controlla in ogni momento il processo di produzione. Dalla maturazione delle uve all’evoluzione. Sono circa 2000 i produttori, ne fanno parte quelli identificati come “Les Champagnes de Vignerons”.
  • NM  Négociant Manipulant: sono circa 200 produttori che usano in tutto o in parte uve acquistate da altri coltivatori. Le grandi case che producono molte bottiglie appartengono a questa categoria.
  • RC – Récoltant-Coopérateur: sono circa 3000 case in cooperativa che commerciano esclusivamente vino prodotto da uve provenienti dai vigneti della cooperativa.
  • SR Société de Récoltants: sono ditte unite in società per commerciare il vino prodotto dalle vigne della società. Di solito sono società della stessa famiglia.
  • CM – Coopérative de Manipulation: sono circa cento le aziende in cooperativa che coltivano e producono vino non lo vendono direttamente.
  • MA – Marque d’Acheteur (o Marque Auxiliaire o Marque Autorisée): il produttore è proprietario del marchio ma non si occupa della coltivazione e della vinificazione. Compra lo champagne e lo brandizza per uso proprio, ad esempio un ristorante.
  • ND – Négociant-Distributeur: Il produttore indicato in etichetta è un individuo o azienda che acquista Champagne finito, lo etichetta e lo rivende.
Sei pronto per il tuo raid in enoteca. Salute!

 

La Misticanza sai è come il vento

La misticanza a Roma è una istituzione, un pugno di verde e di colore, un mix di fiori ed erbe selvatiche, contorno di eccellenza nella cucina Romana.

La tradizione di raccogliere erbe per la misticanza, rimanda alle abitudini della nonna. Con sapienza si creava un ensemble di verdure, crude o cotte, ricche di vitamine e fibre salutari.

Questo prezioso mix di erbe e fiori permetteva, anche in tempi di fame, di portare la natura in tavola.

Infatti, gustarsi una “bella misticanza” era come garantirsi un integratore alimentare. Già nell’antica Roma,  si potevano cogliere le erbe negli orti che circondavano, insieme alle vigne,  la Città al limite delle Mura Aureliane.

A Roma veniva chiamata ‘mistocanza’ , che in dialetto significa verdure miste. Si degustava di venerdì, giorno in cui i frati la portavano per la questua.

Oggi è uno dei contorni della tradizione romana più apprezzati, per gusto e stagionalità.

La misticanza, per prassi, contiene almeno una 20 di erbe e fiori diversi, o anche di più. Attenzione, non è per tutti però: alcuni possono essere allergici a questo mix. Quinti mai farlo da soli senza avere conoscenza delle erbe.

Condite la misticanza con solo un pò di olio, sale e limone o aceto. Se preferite usate olio e pesto di acciughe, o, in alternativa , pomodorini dolci confit con aceto balsamico.

I MIGLIORI POSTI A ROMA PER MANGIARE LA MIGLIORE CARBONARA

Come si fa la pasta alla carbonara?

La pasta alla carbonara non è solo uno dei primi piatti più deliziosi e antichi della cucina romana. Non solo, è anche il piatto più ricercato nelle app di consegna A DOMICILIO.

Apprezzata ed imitata in tutto il mondo, le origini di questa ricetta sembrano risalire a poco dopo la seconda guerra mondiale.

Alcuni collegano la creazione del piatto con l’arrivo di soldati americani, che erano dotati, nella loro razione, di ingredienti come la pancetta e uova  in polvere. Si dice, infatti, che questi ingredienti fossero stati utilizzati per condire la pasta, dando la luce alla straordinaria ricetta.

Altri, come  il grande ristoratore italiano Luigi Carnacina, sostengono che fosse un piatto tipico dei taglialegna, preparato con i prodotti a disposizione sul territiorio.

Esistono molte versioni di questo piatto tipico, con le varianti più disparate: con funghi, avocado, pollo, gamberi e così via.

Ma non ditelo ai romani! per loro la Carbonara è un’istituzione e le variazioni sul tema non sono molto apprezzate.

La ricetta tradizionale, tuttavia, prevede guanciale (guancia di maiale), uova, Parmigiano reggiano, Pecorino romano e pepe nero.

Ecco dove mangiare la miglior carbonara a Roma:

EGGS ROMA

La chef Barbara Agosti ha un menu interamente dedicato alla Carbonara. Tutti i suoi ingredienti e le sue uova sono interamente biologici e di alta qualità.

Giallo, verde, viola e nero sono solo alcune delle sfumature ottenute utilizzando ingredienti diversi tra cui pistilli di zafferano, carciofo croccante, patate viola e tartufi. Puoi anche avere una Carbonara “a modo tuo”, scegliendo il tipo di pasta e il tipo di uova che desideri!

Via Natale del Grande, 52

ROSCIOLI

Ingredienti di alta qualità. Lo Chef serve una Carbonara la cui eccellenza deve ringraziare la qualità dei suoi prodotti: uova biologiche, guanciale e pecorino di piccoli produttori artigianali.

Via dei Giubbonari, 21/22

Luciano – Cucina italiana

Luciano Monosilio è giovane, ma conta già tra i maestri Carbonara. Il punto forte della sua Carbonara è la sua cremosità.

Piazza del Teatro di Pompeo, 18

L’Arcangelo

Arcangelo Dandini è un Super-Chef; una delle cose che fanno risaltare la sua Carbonara è l’assenza di pepe.

Via Giuseppe Gioachino Belli, 59

Pipero

Un perfetto equilibrio schiumoso di uova, pepe e guanciale per una carbonara memorabile. Altamente abile nel renderlo cremoso.

Corso Vittorio Emanuele II, 250

Godetevi il gusto estremo della Carbonara! E se questo piatto ti ha davvero impressionato, puoi scoprire la ricetta originale sul seguente LINK o ancora meglio, partecipare alla nostra lezione per imparare tutti i suoi segreti e replicarla perfettamente a casa tua!

Dall’Europa orientale al Medio oriente e New York Pastrami arriva a Roma

Sapevi che il pastrami non è più semplicemente un simbolo del cibo di strada di New York, ma amato anche  a Roma?

Fatto di maiale, manzo o montone, la scelta è tua. Pastrami è l’ultima tendenza culinaria tra i suoi appassionati, carnivori esperti e curiosi. È diventato un simbolo del cibo di strada di New York grazie al famoso film “When Harry Met Sally”, ovvero la scena in cui Meg Ryan e Billy Crystal mangiano panini con pastrami al Katz’s Delicatessen di New York.

Da allora si è diffuso a livello globale, compresi molti luoghi romani dove è possibile assaporarlo. La sua storia risale a molto tempo fa. Originario della cucina rumena, nel corso dei secoli ha subito trasformazioni e influenze culinarie da Grecia, Turchia e Medio Oriente. La ricetta passò dalla Romania in Israele fino agli Stati Uniti, dopo essere stata esportata da emigrati ebrei rumeni all’inizio del XX secolo.

Grazie al tocco dei maestri chef di oggi, è diventato anche un piatto gourmet!

La nostra classifica dei pastrami  muigliori a Roma:

BAR DEL CAPPUCCINO-All’ingresso del ghetto ebraico, servito con carne kosher.-VIA ARENULA, 50

COSÌ BUONO-Famoso per i suoi bagel, inclusa un’opzione con il pastrami.-VIALE AVENTINO, 87

CIBo STRADALE DI MAMMO-Che offre diverse proposte gastronomiche italo-americane-vIA BENEDETTA, 1

FONZIE THE BURGER HOUSE-Servito anche con carne Kosher-VIA S. MARIA DEL PIANTO, 13

Benvenuti a Roma! I nostri tour e lezioni di cucina sono ideali per coloro che desiderano godersi nuove esperienze culinarie!

Le migliori panetterie romane e l’arte di fare il pane a Roma

Panetterie Romane: un pò di storia

All’inizio dell’età romana le persone non avevano il pane, consumavano una specie di focaccia chiamata “puls” e prodotta con un’antica varietà di farina di farro. Il farro nell’antico latino si chiamava Farrus, quindi la parola “farina” deriva probabilmente da questa ricetta.

Diversamente dagli antichi romani, i greci erano già esperti nell’arte di fare il pane e mangiavano una pietanza chiamata pita.

Quando l’antica cultura romana e greca si incontrarono, gli antichi romani rimasero stupiti dall’arte greca di fare il pane e iniziarono a fare ricette simili. All’inizio, il pane veniva  cotto in casa e divenne rapidamente molto popolare. Considerato da molti un trend della moda e criticato da importanti personaggi dell’epoca, come Catone (il censore).

Ma il pane iniziò a essere popolare anche tra le famiglie ricche. Ben presto diventò un alimento così popolare che esperti fornai dalla Grecia vennero a Roma per insegnare agli uomini locali a fare il pane.

Il pane nell’antica Roma veniva chiamato in modo diverso in base allo stile alimentare: nauticus (se cotto per i marinai), gradilis se fatto per essere mangiato mentre assisteva agli spettacoli al Colosseo o all’anfiteatro, ostiari se cotto per essere mangiato con ostriche, durus e sordido se cotto con non farine di qualità.

Sembra che il numero di panetterie a Roma durante l’età di Augusto fosse più di 300, tutte gestite da persone greche. Resti archeologici si possono ammirare dagli scavi di Pompei, dove sono stati trovati pane bruciato e panifici completi di forni, panche e stampi.

Dopo la caduta dell’Impero romano, il commercio del pane scomparve, ma la gente continuava a cuocere in casa. Nel frattempo, una nuova religione si stava diffondendo con pane e vino al centro del rito: il cristianesimo.

Durante il feudalesimo,  i mulini per macinare i cereali diventano proprietà del signore feudale.Le persone potevano cuocere il pane nel forno ma erano costrette a pagare le tasse al signore. Intorno al 1000 d.C. con l’avvio di corporazioni di arti e opere, il fornaio torna ad essere una professione.

Sono più di 1000 anni che a Roma la gente ama il pane e le paste con frutta secca o erbe aromatiche, uva passa, pignoli, canditi. Ancora oggi uno dei dolci più famosi, Maritozzo, tradizionalmente cotto per le feste di matrimonio, è ormai un must da gustare.

Il pane più famoso di Roma viene cotto in due paesi limitrofii: Genzano e Lariano. Protetto con etichetta IGP nel 1997, viene fatto con farina 0, lievito madre per due di lievitazione e coperto con una farina integrale. Il pane arriva croccante e aromatizzato all’esterno e morbido e bianco all’interno.

Gli avanzi di pane non vengono mai sprecati a Roma. Dopo pochi giorni, viene ancora utilizzato per ricette  tradizionali come bruschette, e zuppa di fagioli. Oppure bagnato con il latte tipica colazione per bambini o mescolato con la carne per le polpette .

Ecco i migliori panifici di Roma

Panella: Via Merulana 54 (Santa Maria Maggiore / Vittorio)

Roscioli: Via dei Chiavari (Campo de Fiori / Argentina)

Antico Forno Urbani: Piazza Costaguti (Ghetto ebraico)

Roscioli: Piazza Campo de Fiori (Campo de Fiori / Navona)

Panificio Mosca: Via Candia 14 (Prati / Vaticano)

Gianfornaio: Via dei gracchi 179 (Prati)

Antico Forno ai Serpenti: Via dei serpenti 122 (Monti)

Ecco alcuni dei tour che puoi prenotare per visitare questi forni.

Tour gastronomico di Campo de Fiori, Ghetto ebraico e Trastevere

Esperienza di pizza al tramonto

Mercato degli agricoltori

Fai clic su quello che preferisci per prenotarlo.

Caffè: il chicco che ha viaggiato per 5000 anni

L’Italia è famosa per il caffè ma non lo coltiviamo. In che modo l’Italia diventa uno dei principali esportatori di caffè al mondo?

E’ grazie al caffè  espresso, un processo dalla selezione delle varietà, alla tostatura e soprattutto all’arte di fare.

Origini

La prima bevanda energetica del “vecchio mondo” fu probabilmente usata dai pastori in Africa o nel Medio Oriente. La tradizione di bere chicchi di caffè torrefatto e macinato era molto popolare tra gli arabi per secoli. Non popolare invece in occidente  fino al XV secolo, dove bere caffè era spesso associato a comportamenti non cristiani.

Venezia è stata probabilmente una delle prime città europee a vedere l’arrivo dei chicchi di caffè, accolto da alcuni ma anche molto criticato. Ma presto gli italiani iniziarono ad amare la bevanda, incluso Papa Clemente VII, che era così innamorato di questa bevanda tanto da dichiarare di esserne un bevitore. Grazie all’introduzione dello zucchero nel sistema alimentare  divenne sempre più popolare tanto che iniziarono ad aprire le prime caffetterie.

In Inghilterra, il primo caffè aperto a Oxford nel 1637, seguito da molti altri, si trasformò presto in club per intellettuali e politici.

Durante il 17 ° secolo, i coloniali europei iniziarono a coltivare la pianta nel nuovo mondo.Oggi i principali produttori di caffè sono Brasile, Colombia, Ecuador e molti altri paesi sudamericani.

Oggi

E’ semplicemente folle pensare di iniziare una giornata senza una tazza di caffè per milioni di persone in tutto il mondo, ma in Italia è anche un bisogno sociale e culturale. Il primo pensiero al mattino, un sapore molto confortante quando qualcosa va storto, il primo modo per avvicinarsi a un nuovo amico o a una riunione d’affari.

Molti viaggiatori sono davvero sorpresi di quanto sia diverso godersi il tempo del caffè in Italia. Ad esempio, a Roma non è un momento rilassante.

Il caffè più popolare viene preparato con la straordinaria macchina per caffè espresso inventata dal signor Bialetti nel 1933. È il modo più economico e tradizionale per preparare questa deliziosa bevanda … se usata correttamente, ovviamente.

Al “bar”, che non è un night club per musica e alcolici qui, ma semplicemente un Cafe dove bere cappuccino e derivati, pasticcini e alcuni panini e snack.

Ordinare un caffè significa solo una cosa: ordinare un espresso.

L’espresso può essere ordinato in molti modi diversi in base allo stile preferito, che a volte si riferisce a versare del latte o altri all’interno o persino la scelta della forma e del materiale della tazza. Il tuo bar preferito – generalmente quello sotto casa o vicino all’ufficio è generalmente gestito da persone che sanno tutto di te, perché il “barista”, colui che prepara il tuo caffè, non è uno sconosciuto, è un confessore, un amico, a volte un “guru” e filosofo.

Se questo ti suona strano, vieni a provare direttamente. Assicurati che nessuno perdonerà un barista per un caffè non buono … è solo qualcosa che può rovinare la tua giornata. È un’arte e non si scherza sull’espresso perfetto: ricco, cremoso, perfettamente bilanciato dall’inizio alla fine, non un caffè macinato bruciato dal caldo torrido.

Come ordinare un caffè a Roma

Esempio a) Ho bisogno di caffè espresso. Entra in un bar, guardati intorno per trovare la cassa e raggiungerla. Chiedi “un espresso” e paga. Porta lo scontrino al barista (probabilmente sarà occupato).

Cerca di attirare l’attenzione del barista (sii coraggioso). Quindi dai il conto al barista . Metti il ​​conto sul bancone (in genere, i locali lasciano una moneta di riserva per tenere il foglio premuto – che è anche la piccola mancia per il barista). Prendi il tuo caffè

Esempio b) Ho bisogno di cappuccino e cornetto (colazione tradizionale italiana)

Entra nel bar e dai un’occhiata vetrina  per scegliere cosa desideri acquistare

Guardati intorno per trovare la cassa e raggiungerla – paga- Porta il conto al barista (probabilmente sarà occupato)

Metti lo scontino sul bancone Chiedi cosa ti piacerebbe-Mangia il cornetto e bevi il tuo cappuccino in piedi al bar

Stili di caffè in italia:

  • Espresso : un semplice shot di caffè.
  • Americano: non esattamente come quello noto negli Stati Uniti. Generalmente è solo caffè espresso e acqua calda nella tazza da cappuccino .
  • Corretto: espresso “corretto” da un bicchierino di liquore o Sambuca. Stile amato dagli uomini dopo un pasto.
  • Macchiato: espresso “macchiato” con un tocco di latte al vapore.
  • Ristretto: espresso con un po ‘meno acqua, più forte del normale espresso.
  • In tazza grande: è espresso nella tazza da cappuccino.
  • Marocchino: caffè espresso con schiuma di latte e cioccolato in polvere.
  • Cappuccio o cappuccino: caffè con latte al vapore (più che macchiato) e assunto solo a colazione.

Non importa quale sia lo stile, l’importante è che sia fatto con amore, prenota il nostro tour Espresso, Gelato e Tiramisu di Roma per scoprire molto di più!

Come raggiungere Roma dall’aeroporto e viceversa

Molti  ci chiedono come raggiungere Roma dall’aeroporto e viceversa. Niente stress!

Ci sono molti modi: la scelta migliore dipende dalla posizione del tuo hotel, da quanti siete , e ovviamente dall’aeroporto dove atterri.

 Roma è servita da due diversi aeroporti: Fiumicino (situato sul lato ovest) e Ciampino (lato est).

Fiumicino (FCO) è il più grande aeroporto romano e si chiama Leonardo da Vinci. Il terminal è organizzato in 4 banchine diverse: T1, T2, T3 e T5. T5 è riservato alle compagnie aeree da e verso gli Stati Uniti e da e verso Israele.

I voli nazionali e internazionali da Roma variano in base alla destinazione finale delle compagnie aeree. Ci sono punti informativi gestiti direttamente dalle compagnie aeree nella sala principale dell’aeroporto. 

Per entrambi gli aeroporti

Con il taxi

Sono disponibili diverse compagnie di taxi. La compagnia più grande e affidabile è il 3570 tel. numero +39 063570, operatori che parlano e tassisti che parlano inglese.

Dall’aeroporto a Roma in taxi

Ci sono sempre taxi disponibili all’esterno  dell’aeroporto, in attesa di passeggeri in fila. I taxi autorizzati dal Comune di Roma sono bianchi e hanno un cartello con la parola “TAXI” sui loro tetti. Il simbolo del Comune di Roma è chiaramente visibile sulle porte anteriori e la licenza all’interno sul retro a sinistra. Altri veicoli potrebbero essere guidati da persone non autorizzate e la tariffa potrebbe quindi essere molto più elevata.

 Se qualcuno ti ferma all’interno dell’edificio (anche se indossa una specie di badge) chiedendoti se avresti bisogno di un taxi, semplicemente ignorali e dirigiti verso l’uscita. I taxi stanno aspettando al posteggio dei taxi.

La tariffa del taxi da entrambi gli aeroporti per il centro di Roma è fissa. Secondo l’indirizzo del tuo hotel a Roma, la tariffa finale può variare. Roma è una grande città, le tariffe fisse si riferiscono a un’area che corrisponde al limite della città antica (Mura Aureliane). Gli hotel fuori da questa zona saranno raggiunti con la tariffa del contatore.

Controlla se il tassista applica una tariffa fissa.Le tariffe fisse comprendono tutti i costi aggiuntivi da / per entrambi gli aeroporti (i prezzi si intendono per viaggio e non per passeggero).

Dall’aeroporto di Fiumicino all’interno delle Mura Aureliane e viceversa: € 48,00

Dall’aeroporto di Fiumicino al Castello della Magliana – Parco dei Medici e viceversa: € 30,00

Dall’aeroporto di Fiumicino al centro espositivo Nuova Fiera di Roma e viceversa: € 25,00

Dall’aeroporto di Fiumicino all’aeroporto di Ciampino e viceversa: € 50,00

Dall’aeroporto di Fiumicino alla stazione Tiburtina e viceversa: € 55,00

Dall’aeroporto di Fiumicino alla stazione Ostiense e viceversa: € 45,00

Dall’aeroporto di Fiumicino al porto di Civitavecchia e viceversa: € 120,00

Dall’aeroporto di Ciampino all’interno delle Mura Aureliane e viceversa: € 30,00

Dall’aeroporto di Ciampino alla stazione Tiburtina e viceversa: € 35,00

Dall’aeroporto di Ciampino alla stazione Ostiense e viceversa: € 30,00

Da Roma all’aeroporto

Prenotazione di un taxi pick up. Puoi chiamare il numero radiotaxi e prenotare un trasferimento per il giorno successivo, oppure chiamare il numero dal tuo hotel. Quando chiami un taxi, prendi nota del codice del taxi (fornito dal radiotaxi) e assicurati di saltare sul taxi giusto (il codice del taxi viene visualizzato sulle porte posteriori posteriori del taxi). Ti consigliamo di lasciare l’hotel 3 ore prima della partenza del tuo volo. Se desideri pagare con carta di credito, avvisa il radiotaxi al momento della prenotazione.

Puoi prenotare un taxi direttamente dall’app https://www.ittaxi.it/ e pagare con carta di credito. L’app è utile per chiamare un taxi anche in altre città italiane. Molto utile in caso di giorni molto affollati come ad esempio, in caso di maltempo, scioperi e blocchi dei mezzi pubblici.

Servizio navetta per l’aeroporto – il servizio navetta condiviso è disponibile presso gli hotel situati in centro. È un veicolo privato condiviso con fermate per raccogliere / lasciare gli altri nei loro hotel. Prezzi circa € 40,00 a viaggio.

Treno (solo per Fiumicino)

Il treno espresso Leonardo collega Roma Termini con Fiumicino, il viaggio dura circa 30 minuti. La tariffa è di circa € 14,00 a persona

Linea Fiumicino – Fara Sabina (FM1): con fermate a Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, Trastevere – Dal lunedì al sabato ogni 15 minuti e domenica o festivi ogni 30 minuti. Tariffa: € 8 euro

Autobus

Dalla stazione Termini di Roma puoi prendere gli autobus Terravision per Fiumicino (ogni 30 minuti) e Ciampino (ogni 40 minuti) – € 4,00 tariffa per biglietto

La nostra raccomandazione

Se sei un minimo di 2 persone che viaggiano con bagagli e il tuo hotel non si trova vicino a una delle stazioni principali e all’interno delle Mura Aureliane, il taxi è il modo migliore. Il taxi ti verrà a prendere direttamente in hotel senza essere costretto a gestire un trasferimento dall’hotel alla stazione ferroviaria e quindi all’aeroporto. Rispetto al prezzo per il trasporto dall’hotel alla stazione ferroviaria e il biglietto del treno, il taxi è più comodo.

Se avessi bisogno di ulteriori consigli su come spostarti a Roma, contattaci via email, saremo lieti di aiutarti.

Goditi le tue vacanze romane!

10 vini rossi italiani da provare prima di lasciare l’Italia

Se venite in Italia e non vedete l’ora di assaggiare i meravigliosi vini rossi italiani, questa lista è per voi.

È una lista di vini rossi italiani che mi piace raccomandare ai miei amici buongustai che viaggiano in tutto il paese. Certamente, non include tutte le  varietà di vini italiani, ma da vini in cui è possibile trovare l’anima delle regioni e delle tradizioni italiane.

Ecco i 10 migliori vini rossi italiani che dovresti provare prima di partire.

Amarone della Valpolicella (Veneto):Con il suo intenso sapore speziato, questo vino è come una serenata per un amante.

Viene prodotto con un particolare processo a partire da uve parzialmente appassite, quindi fermentate fino a quando tutti gli zuccheri si trasformano in alcol. Il risultato è un vino corposo con un alto livello di alcol (spesso oltre i 15 °) e tannini eleganti, adatto per un lungo invecchiamento.

Abbinamenti: formaggi erboristici, gorgonzola, formaggi affumicati, risotto alla milanese.

Categoria: DOCG.

Prova: classica Campolongo di Torbe 2009 Masi (prezzo enoteca: bottiglia da € 98,00).

Barolo (Piemonte, Langhe e Roero):

Questo vino è prodotto con uve di alta collina, ed è molto diverso a seconda dell’anno di vendemmia, della posizione del vigneto e dell’età delle piante.

Sapore: naso straordinario con sensazioni complesse e intense di fiori rossi, amarene, liquirizia, tabacco, spezie ed erbe balsamiche. È morbido e forte allo stesso tempo, con tannini potenti e arrotondati.

Abbinamenti: Brasato al Barolo (carne marinata nel vino), agnello arrosto, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, manzo grigliato.

Prova: Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe Riserva 2009 (prezzo enoteca: bottiglia da € 85,00).

Barbera (Piemonte):

Sapore: forte acidità in grado di bilanciare un alto contenuto di alcol. Il suo sapore è potente ed elegante allo stesso tempo, con un tipico aroma di ciliegia e frutti rossi che si trasforma con l’età in speziato e cannella, a volte liquirizia e funghi.

Abbinamenti: formaggi di pecora, zampe di maiale, carpaccio, tortellini, carne bollita, taleggio, fontina.

Prova: Barbera d’Asti Superiore Nizza 2012 Olim Bauda (prezzo enoteca: € 25,00).

Brunello di Montalcino (Toscana):

Sapore: tannini morbidi e arrotondati, salinità, alcol moderato, splendida sensazione di naso di rose e frutta rossa seguita da note minerali e liquirizia.

Abbinamenti: maiale, carne arrosto (anatra, pollo), lepre, pecorino romano.

Prova: Brunello di Montalcino Montosoli 2010 Fattoria Altesino (enoteca: bottiglia € 35,00).

Sangiovese (Emilia Romagna):

Sapore: naso fruttato con la sensazione di lampone nero, spezie e legno. Bella salinità, corpo pieno, tannini eleganti e retrogusto speziato.

Abbinamenti: pasta al ragù, carne, formaggi stagionati, selvaggina.

Prova: Sangiovese AVI riserva 2010 San Patrignano (prezzo enoteca: bottiglia € 16,00).

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane (Abruzzo)

Abbinamenti: manzo affumicato, speck altoatesino, prosciutto affumicato, spaghetti al ragù, agnello arrosto, pasta amatriciana, salsicce.

Prova: Colline Teramane Pieluni Riserva 2010 Illuminati (prezzo enoteca: bottiglia da € 22,00).

Aglianico del Taburno (Campania):

Sapore: naso delicato erba fresca e fiori selvatici.

Abbinamenti: pesce e carne.

Prova: Vigna Cataratte Riserva 2008 Fontanavecchia (enoteca: bottiglia € 25,00).

Frappato (Sicilia)

Sapore: vino fresco e delicato vivace e persistente con sensazioni fruttate.

Abbinamenti: pollo arrosto, pasta al ragù.

Prova: Il Frappato 2013 Occhipinti (enoteca prezzo ave: € 25,00).

Etna Rosso (Sicilia):

Questo vino proviene dai vigneti che crescono su terreno vulcanico ed è pieno di minerali.

 Sapore: frutti rossi, erbe aromatiche e sale.

Da abbinare a: pecorino romano, pecorino sardo, scaloppine al marsala, trippa.

Prova: Etna Rosso San Lorenzo 2013 Girolamo Russo (prezzo enoteca: € 38,00).

Sagrantino (Umbria)

Sapore: naso intenso e molto complesso. Erbe fruttate ed aromatiche, ciliegia, menta e origano. Corpo pieno, gusto persistente. Ha bisogno di un lungo affinamento in bottiglia.

Abbinamenti: arrosti, carni rosse, brasati, lepre e formaggi stagionati.

Prova: Montefalco Sagrantino Chiusa di Pannone 2008 Antonelli (prezzo enoteca: € 30,00).

 

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10 vini bianchi da provare prima di lasciare l’Italia

Stai viaggiando in Italia e hai non vedi l’ora di assaporare i famosi vini italiani, ma conosci solo Prosecco e Chianti? Questa è una lista molto breve di vini che mi piace raccomandare ai miei amici che viaggiano in Italia, sicuramente non esaustiva della grande varietà di vini italiani prodotti, ma vini in cui è possibile trovare l’anima delle regioni e delle tradizioni italiane.

1) Frascati Superiore (Lazio)

Quando sei a Roma non puoi non assaggiare  meglio del vino locale. Questo vino è un DOCG. Con un colore paglierino  brillante, con un bouquet sorprendente e persistente di profumo floreale e frutta esotica. Incredibile abbinamento con: tonnarello cacao e pepe, formaggi freschi, crostacei.

Prova: Poggio Verde Principe Pallavicini (prezzo enoteca: bottiglia € 12,00)

2) Friuli Colli Orientali (Friuli Venezia Giulia)

– la straordinaria eleganza. Profumo di fieno e pietre, gusto molto fresco ricco di mineralità, cedro, frutta esotica. Abbinamenti: zuppe e risotti. Prova: Friuli Colli Orientali Illivio Felluga (enoteca: bottiglia € 22,00)

3) Chardonnay (Piemonte)

– Se cerchi uno Chardonnay completamente diverso prova il lussuoso Chardonnay prodotto nella regione delle langhe, nel Barbaresco. Qui ogni vigneto e produttore di vino ti offrirà un vino diverso per via della varietà di terreno che cambia metro per metro. Lasciati deliziare dalla superba concentrazione di profumi, frutta matura, una vivace acidità e una straordinaria persistenza. Se invecchiato diventa sempre più armonico. Incredibile abbinamento con: tartufo, pesce, carni bianche, zuppe e pasta. Prova: Chardonnay 2013 Gaya & Rey (enoteca: bottiglia € 145,00)

4) Garganega (Veneto)

– questo delizioso vino bianco prodotto con uve locali è la massima espressione della sua terra. Il terreno di origine vulcanica, ricco di basalto, conferisce all’uva un’eccezionale mineralità e sapore aromatico. Pieno di salinità. Tipico colore paglierino, profumo di pesca, mela, camomilla e pietra. Sensazioni incredibili in bocca molto fresche. Perfetto se abbinato a: torte, piatti vegetariani, pesce fritto, pollo al curry.

Prova: Soave Classico DOC Inama 2013 (enoteca: bottiglia da € 10,00).

5) Vermentino (Ligura):

questa varietà, discendente del vitigno spagnolo presente in Toscana, Sardegna e Corsica, in Liguria produce un vino incredibilmente aromatizzato, corposo e caldo,con  profumo di erbe fruttate e aromatiche, retrogusto leggermente mandorlato. In Liguria più che fruttato regala note molto delicate con prevalenza di timo, salvia, macchia mediterranea. Abbinamenti: antipasti, pesce, pasta.

Prova: Fosso di Corsano Vermentino Colli di Luni Terenzuola 2015 (enoteca: € 13,00)

6) Verdicchio (Marche)

– sicuramente una delle varietà italiane più antiche. Colore tipico verde oro, con tipico retrogusto intenso di mandorla. Fresco e spesso molto salino è bilanciato da una buona quantità di alcol che lo rende liscio. Profumi di erbe, erba e frutta. Abbinamenti: antipasti, specialità fritte, pesce arrosto e primi piatti, tacchino e carni bianche.

Prova: Castelli di Jesi Verdicchio Classsico Villa Bucci Riserva 2013 (enoteca: € 32,00)

7) Ribolla Gialla

(Friuli venezia Giulia) Antica varietà che cresce su colline ,con aromi di pesca, pera, lavanda ed erbe. Naso complesso ed elegante. Potrebbe essere il tuo vino preferito. Abbinamento perfetto: pesce in qualsiasi stile di cottura, antipasti, uova, torte salate, carni bianche con salsa.

Prova: Ribolla Gialla Damijan Podversic 2011 (enoteca: bottiglia € 30,00)

8) Prosecco (Glera)

Conegliano Valdobbiadene :uno status symbol, perfetto per l’happy hour e non solo, il miglior Prosecco viene prodotto sulle colline di Cartizze con il metodo italiano Martinotti / Charmat. Vino secco con acidità vivace. Fragranza invitante. Dolce profumo di fiori di acacia e nocciole. Abbinamento perfetto: fritti, antipasti.

Prova: Valdobbiadene Prosecco superiore di Cartizze dry 2014 Bortomiol (enoteca: bottiglia € 18,00)

 

9) Grillo (Sicilia)

– Varietà coltivata in tutta la Sicilia, importante per la produzione di Marsala, da sola è molto elegante e generosa, sorprendente se raffinata in legno. Naso intenso tipico di agrumi e caramelle. Se vinificato in purezza e invecchiato in acciaio inossidabile, diventa incredibilmente profumato e gustoso. Profumi delicati di frutti ed erbe. Abbinamento perfetto: crostacei, cozze, risotto con pesce.

Prova: Il Grillo ’14 Feudo Disisa (enoteca: bottiglia da € 10,00)

10) Vernaccia di San Gimignano (Toscana):

un vino  italiano dalla storia che risale a secoli fa. Vino di colore giallo paglierino chiaro con riflessi dorati che diventano più evidenti con l’età. Il profumo è fine e delicato, con sentori fruttati e floreali se il vino è giovane. Man mano che matura e invecchia, sviluppa il caratteristico profumo minerale di selce. È un vino secco, armonico e sapido. Abbinamenti: zuppa “ribollita” e tutte le varianti di questa si trovano in tutta la Toscana. Piatti di pesce di qualsiasi stile. Cibi fritti e uova. Carni bianche e formaggi a media stagionatura.

Prova: Vernaccia di San Gimignano Sanice Riserva 2012. (enoteca: bottiglia € 12,00)

 

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Cosa fare e dove mangiare a Roma: Castel Sant’Angelo

Sei vicino a Castel Sant’Angelo? Vuoi sapere cosa fare e dove mangiare in questa zona? questa è la lista dei migliori ristoranti vicino a Castel Sant’Angelo.

Castel Sant’Angelo: un pò di storia

La tomba dell’imperatore romano Adriano, fu eretta sulla riva destra del Tevere, tra il 134 e il 139 d.C. In origine il mausoleo era un cilindro decorato, con un giardino e quadriga dorata. Le ceneri di Adriano furono collocate qui un anno dopo la sua morte a Baia, nel 138, insieme a quelle di sua moglie Sabina, e del suo primo figlio adottivo, Lucius Aelius, che morì nel 138. In seguito vennero collocati anche i resti degli imperatori successivi , l’ultima deposizione registrata fu Caracalla nel 217. Le urne contenenti queste ceneri furono probabilmente collocate in quella che ora è conosciuta come la stanza del tesoro in profondità all’interno dell’edificio. Adriano costruì anche il Pons Aelius che si affacciava direttamente sul mausoleo – fornisce ancora un approccio scenico dal centro di Roma e dalla riva destra del Tevere, ed è rinomato per le statue barocche di angeli che reggono in alto elementi della Passione di Cristo .

La leggenda narra che l’Arcangelo Michele apparve in cima al mausoleo, avvolgendo la sua spada come segno della fine della pestilenza del 590, conferendo così al castello il suo nome attuale. Un’elaborazione meno caritatevole ma più adatta della leggenda, data la disposizione militante di questo arcangelo, fu narrata dal viaggiatore del 15 ° secolo che vide una statua di angelo sul tetto del castello. Racconta che durante una prolungata stagione della peste, Papa Gregorio I venne a sapere che la popolazione, anche i cristiani, avevano iniziato a riverire un idolo pagano nella chiesa di Santa Agata a Suburra. Una visione ha esortato il papa a condurre una processione in chiesa. All’arrivo, l’idolo cadde miracolosamente a pezzi con un battito di tuono. Ritornato a San Pietro vicino al Ponte Eliano, il papa ebbe un’altra visione di un angelo in cima al castello, asciugando il sangue dalla sua spada sul suo mantello e poi rinfoderandola. Mentre il papa ha interpretato questo come un segno che Dio era placato, ciò non ha impedito a Gregorio di distruggere più siti di culto pagano a Roma.

I papi trasformarono la struttura in un castello, a partire dal XIV secolo; Papa Nicola III collegava il castello alla Basilica di San Pietro da un corridoio fortificato coperto chiamato Passetto di Borgo. La fortezza fu il rifugio di papa Clemente VII dall’assedio di Landsknechte di Carlo V durante il Sacco di Roma (1527.

Lo stato pontificio usò anche Sant’Angelo come prigione; Giordano Bruno, per esempio, fu imprigionato lì per sei anni. Un altro prigioniero era lo scultore e orafo Benvenuto Cellini. Le esecuzioni furono eseguite nel piccolo cortile interno. Come prigione, fu anche teatro del terzo atto dell’opera Tosca del 1900 di Giacomo Puccini; l’eroina omonima scappa dalla morte dai bastioni del Castello.

Dismesso nel 1901, il castello è ora un museo, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo.

Oggi Castel Sant’Angelo, oltre ad essere un museo nazionale, è un luogo pieno di vita (nonostante le molteplici storie sui suoi fantasmi), dove di solito si svolgono concerti, eventi e tour.

Dall’altro lato dello splendido Ponte Sant’Angelo c’è una piazzetta con una chiesa metodista. Questo è il sito per i concerti di musica classica e opera che si svolgono il venerdì e il sabato. Partecipa al nostro evento Music in Rome con degustazione di tiramisù e vino abbinato. La notte più dolce che immagini a Roma.

Quando andiamo

Il periodo migliore della giornata per venire a passeggiare in zona è il tardo pomeriggio, quando il sole tramonta e l’intero castello e il ponte (Ponte Sant’Angelo) diventano rossi e arancioni, con  un incantevole e romantica atmosfera.

Il castello è aperto tutti i giorni, dalle 9 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.30). Dovresti sempre controllare se ci sono alcuni spettacoli  o eventi particolari (come concerti) per prenotare il biglietto.

Cosa e dove mangiare: i migliori ristoranti vicino a Castel Sant’Angelo

Uno dei migliori ristoranti di questa zona è sicuramente La Fraschetta di Castel Sant’Angelo (Via del Banco di Santo Spirito, 20), un ristorante delizioso e accogliente dove puoi gustare la loro incredibile pasta fatta in casa e alcuni deliziosi dessert (prova il Tiramisù!!); se sei dentro Castel Sant’Angelo e vuoi fare una pausa o semplicemente prendere un caffè, beh, sei già nel posto giusto: proprio nel mezzo del castello c’è un delizioso e semplicissimo bar, Caffè a Castel Sant ‘Angelo, perfetto per una bella pausa o un pranzo.

L’ultimo, ma non meno importante, qualche consiglio se vuoi assaggiare un gelato fantastico: C’è una meravigliosa gelateria, proprio di fronte a Castel Sant’Angelo, dall’altra parte del fiume, la Gelateria del Teatro (Via dei Coronari, 65), dove puoi gustare alcuni gusti originali , oppure puoi andare a Chocolat Roma (Via del Banco di Santo Spirito, 22) per le loro specialità al cioccolato! Yummy!

Come raggiungerlo

Metropolitana, linea A: Lepanto; Ottaviano-San Pietro, Autobus: linee 62, 23, 271, 982, 280 (Piazza Pia)

linea 40 (Piazza Pia), linea 34 (Via di Porta Castello), linea 49, 87, 926, 990 (Piazza Cavour-fermata via Crescenzio), linea 64, 46 (Santo Spirito)

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